Eventi in Campania

    I venerdì dei depositi

    (fino al 25-08-2017)
    Informazioni Evento:
    http://dbunico20.beniculturali.it/DBUnicoMedia/repository/images/02-03-2017/med/98d57234d615d6eb17504fbb40f46685d2b846d3.jpgTelefono: +39 0828811023
    Sito web:"http://www.museopaestum.beniculturali.it"
    Email: "pae.promozione@beniculturali.it"


    Il Parco archeologico apre i depositi: visite in italiano e in inglese ogni venerdìDa venerdì 3 marzo riparte l’iniziativa “I venerdì dei depositi” con visite guidate in italiano e in inglese ai "tesori nascosti" nei sotterranei del Museo: un’occasione unica per accedere nel cuore del Museo dove sono conservate opere mai esposte.Nei depositi si possono vedere centinaia di tombe dipinte di IV e III sec. a.C. “In linea con gli standard del MiBACT e internazionali, noi puntiamo sulla valorizzazione dei depositi, in chiave scientifica, conservativa e divulgativa, – dichiara il direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel -. Entrando nei depositi, i visitatori vedono dietro le quinte di un grande museo archeologico: con restauratori, archeologi e tecnici al lavoro”Ogni venerdì, fino al 25 agosto, il visitatore potrà scoprire un percorso fuori dall’ordinario aperto al pubblico per soli pochi mesi all’anno, aggiungendo solo 1 euro al costo del biglietto d’ingresso al Parco, mentre chi possiede l'abbonamento paga solo il costo aggiuntivo.Per ogni visita è prevista la partecipazione di massimo 25 persone; l’appuntamento è alla biglietteria del Museo alle ore 10.00, 12.00 e 14.00.La visita, curata dall’Ufficio Catalogo, dai restauratori del Museo e dagli assistenti alla fruizione, durerà 40 min.La prenotazione è consigliata e può essere effettuata al numero 0828 811023 o via mail all’indirizzo: pae.didattica@beniculturali.itBiglietto: area archeologica+museo+depositi €10,00 – con abbonamento € 1,00



    Pompei e i Greci

    (fino al 27-11-2017)
    Informazioni Evento:
    http://dbunico20.beniculturali.it/DBUnicoMedia/repository/images/21-03-2017/med/9f4cb78b4690f736bb3cea1f1fcd9df101a8db3.jpgCosto: Intero 13 euro (ingresso scavi + mostra)
    Sito web:"http://www.pompeiisites.org"
    Email: "pompei.info@beniculturali.it"


    La mostra, curata dal Direttore generale di Pompei Massimo Osanna e da Carlo Rescigno (Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli), è promossa dalla Soprintendenza Pompei con l’organizzazione di Electa.Pompei e i Greci racconta le storie di un incontro: partendo da una città italica, Pompei, se ne esaminano i frequenti contatti con il Mediterraneo greco. Seguendo artigiani, architetti, stili decorativi, soffermandosi su preziosi oggetti importati ma anche su iscrizioni in greco graffite sui muri della città, si mettono a fuoco le tante anime diverse di una città antica, le sue identità temporanee e instabili.  Sono oltre 600 i reperti esposti tra ceramiche, ornamenti, armi, elementi architettonici, sculture provenienti da Pompei, Stabiae, Sorrento, Cuma, Capua, Poseidonia, Metaponto, Torre di Satriano e ancora iscrizioni nelle diverse lingue parlate -greco, etrusco, paleoitalico-, argenti e sculture greche riprodotte in età romana. La mostra nasce da un progetto scientifico e da ricerche in corso che per la prima volta mettono in luce tratti sconosciuti di Pompei; gli oggetti, provenienti  dai principali musei nazionali e europei, divisi in 13 sezioni tematiche, rileggono con le loro ‘biografie’ luoghi e monumenti della città vesuviana da sempre sotto gli occhi di tutti.L’allestimento espositivo, che occupa gli spazi della Palestra Grande di Pompei, è progettato dell’architetto svizzero Bernard Tschumi e include tre installazioni audiovisive immersive curate dallo studio canadese GeM (Graphic eMotion).Pompei e i Greci illustra al grande pubblico il fascino di un racconto storico non lineare, multicentrico, composto da identità multiple e contraddittorie, da linguaggi stratificati, coscientemente riutilizzati: il racconto del Mediterraneo. Una narrazione che suggerisce non da ultimo, un confronto e una riflessione con il nostro contemporaneo con il suo dinamismo fatto di migrazioni e conflitti, incontri e scontri di culture.La mostra di Pompei è la prima tappa di un programma espositivo realizzato congiuntamente con il Museo Archeologico di Napoli: qui, a giugno, si inaugurerà una mostra dedicata ai miti greci, a Pompei e nel mondo romano, e al tema delle metamorfosi.



    Dal mito al tempio

    (fino al 24-09-2017)
    Informazioni Evento:
    http://dbunico20.beniculturali.it/DBUnicoMedia/repository/images/28-03-2017/med/523e4eea4b22da59cb622b7d8ff53c3eaae8f2b3.jpgCosto: Biglietto per il laboratorio € 3,00. Ingresso gratuito per tutti al Museo e all'area archeologica la prima domenica del mese, nelle altre domeniche ingresso gratuito fino a 18 anni.
    Sito web:"http://www.museopaestum.beniculturali.it"
    Email: "pae.promozione@beniculturali.it"


    Tutte le domeniche dal 2 aprile al 24 settembre 2017 A chi sognavano di assomigliare gli abitanti della città di Poseidonia? Beh, è il caso di dire che avevano l’imbarazzo della scelta: Athena, Hera, Zeus, Apollo…e soprattutto Eracle! Questi personaggi saranno presentati attraverso le loro gloriose e leggendarie imprese e, alla fine del racconto, potranno prendere forma grazie alle abilità manuali dei ragazzi, ai quali sarà offerta l’occasione di riprodurre e reinventare in base alle loro abilità e preferenze le storie dell’eroe per eccellenza, Eracle. Tutto ciò sarà reso possibile grazie all’osservazione diretta di reperti eccezionali: le lastre di pietra scolpite (metope) provenienti dal santuario della dea Hera alla foce del fiume Sele. Appuntamento al Museo



    Van Dyck per il ciclo L’Opera si racconta

    (fino al 31-08-2017)
    Informazioni Evento:
    http://dbunico20.beniculturali.it/DBUnicoMedia/repository/images/09-05-2017/med/a54d4b42401f8b31ccd17d41e9e921594a09996.jpgCosto: 8,00 Euro
    Sito web:"http://www.museocapodimonte.beniculturali.it"
    Email: "mu-cap.accoglienza.capodimonte@beniculturali.it"


    Da giovedì 11 maggio alle ore 11.30 (sala 6, primo piano), l’opera Cristo in Croce del pittore fiammingo Van Dyck apre il ciclo L’Opera si racconta: esposizioni di capolavori conosciuti ma anche poco noti o in deposito, un’iniziativa che servirà a mettere in risalto dipinti, sculture e oggetti d’arte della straordinaria collezione del museo raccontati in una chiave nuova e in dialogo con altre opere. Il ciclo L’Opera si racconta permetterà così di scoprire le migliaia di storie custodite nel Museo di Capodimonte, storie di uomini e donne, luoghi e aneddoti, segreti del mestiere che attendono soltanto di essere raccontate per svelare la complessità dell’opera, protagoniste nella sala 6 (primo piano) dedicata all’inizio del percorso di visita. La prima opera a raccontarsi è il Cristo in Croce di Van Dyck, grande pittore fiammingo che giunge in Italia nel 1621 diventando l’elegante ritrattista di riferimento dell’aristocrazia del tempo. Il Cristo in Croce di Anton Van Dyck, nell’esposizione a cura di Mariolina Cilurzo e Laura Duquesne, due studentesse de l’École du Louvre e Sciences Po, coordinate dallo staff del museo, si staglia, nel momento culminante dell’agonia, contro un cielo scuro e turbolento, acceso da riflessi dorati, dal tipico pittoricismo fiammingo. L’opera dialoga in sala, con alcuni disegni e incisioni, con i momenti più drammatici della narrazione evangelica. Dall’Elevazione della croce di Belisario Corenzio e dello stesso Van Dyck alla Crocifissione di Dürer, alla Deposizione e la Pietà, attribuite rispettivamente a Perin del Vaga e Marco Pino. E’ il cuore della comunicazione museale raccontare le singole opere d’arte presenti nel museo e ripercorrere così il mondo a cui appartenevano ha affermato il direttore Sylvain Bellenger. Anton Van Dyck (Anversa, 1599). Figlio di un ricco mercante, a 10 anni si avvia alla carriera pittorica e a 17 ha già un suo studio. L’artista arriva in Italia nel 1621, su consiglio del maestro Peter Paul Rubens, per studiare l’armonia lineare dei grandi artisti del Rinascimento e perfezionarsi sulle composizioni religiose, come quelle con il Cristo in croce. Nel corso del viaggio il pittore si stabilisce a Genova, dove diviene il ritrattista di riferimento dell’elegante aristocrazia locale ed è richiesto nei maggiori centri artistici d’Italia (Roma, Venezia, Torino e Palermo). Cavalieri e dame frequentano quotidianamente il suo studio. I soggetti sacri eseguiti da Van Dyck nei sei anni trascorsi in Italia documentano la qualità di raffinato colorista acquisita attraverso la costante osservazione delle opere di Tiziano, più volte copiate dall’artista nei taccuini di studio. Nella sua esperienza italiana saranno molto significativi gli incontri con pittori e scultori, tra questi quello in Sicilia con la pittrice Sofonisba Anguissola di cui lo stesso Van Dyck racconta: Ho ricevuto maggiori lumi da una donna cieca che dallo studiare le opere dei più insigni maestri. La maturazione artistica raggiunta negli anni italiani gli consente, tornato ad Anversa (1627-32), di assolvere importanti commissioni per le chiese delle Fiandre. Nel 1632 si reca a Londra dove rimarrà fino alla morte nel 1641. Nominato pittore di corte di Carlo I, diventa l’influente e malinconico ritrattista di una società sfarzosa ed elegante.  Per info:Ufficio Accoglienza e valorizzazionetel. 081 7499130 (10.00-13.00 | 15.00-17.00) tranne il mercoledì.email: mu-cap.accoglienza.capodimonte@beniculturali.it Per raggiungere il Museo di Capodimonte:Navetta Shuttle da Piazza Trieste e Trento (Teatro San Carlo)Fermate a richiesta lungo il percorsoTariffe da 2 euro per singola tratta per i napoletani e da 5 euro per i turisti



    Viaggio nel corpo umano nel tempo: Atlanti anatomici dal XV al XIX secolo

    (fino al 18-09-2017)
    Informazioni Evento:
    http://dbunico20.beniculturali.it/DBUnicoMedia/repository/images/26-05-2017/med/e92ae4299a5cec10567765a1884ad4982c343e48.jpgCosto: libero
    Sito web:"http://www.bnnonline.it/index.php?it/22/eventi/352/viaggio-nel-corpo-umano-nel-tempo"
    Email: "bn-na.ufficiostampa@beniculturali.it"


    Un avvincente viaggio nella storia della medicina attraverso la rappresentazione figurativa del corpo umano. La mostra (allestita in occasione della 31° edizione di Futuro Remoto) documenta la scoperta dell' anatomia umana da parte della Medicina e lo studio del  funzionamento dell'organismo  umano.Pregiati volumi manoscritti ed a stampa testimoniano l'evoluzione della raffigurazione anatomica a partire dal  ‘400 fino all' ‘800 , evidenziando la connotazione artistica assunta dall' iconografia anatomica,  non esclusivamente a scopi scientifici e didattici, ed allo stesso tempo, l'interesse per lo studio anatomico  da parte degli artisti, che pongono il corpo umano al centro delle arti figurative . Fra il XV  ed il XIX, in un contesto in cui cultura umanistica e scientifica sono intimamente connesse, arte e scienza, infatti,  si fondono  nelle rappresentazioni del corpo umano in un tutt’uno, in un connubio imprescindibile in cui l'arte si mette al servizio della scienza e la scienza dell'arte.Il percorso espositivo è, dunque, un'intrigante navigazione nel corpo umano attraverso alcuni fondamentali testi: gli splendidi Atlanti Anatomici disegnati tra il XV ed il XIX secolo.  La mostra si apre significativamente con una delle prime rappresentazioni del corpo umano contenuta nella preziosa edizione veneziana (1495) del Fasciculus Medicinae dell'anatomista viennese Joannes de Ketham. Si prosegue  con gli studi di Leonardo, riportati dal Codice Corazza (1640) realizzato da Cassiano del Pozzo ed ancora con  il De humani corporis fabrica di Andrea Veselio, il padre dell'anatomia moderna,  stampato a Basilea nel 1543. Non mancano testimonianze di esperienze innovative ed originali quali il manoscritto  secentesco di Joannes Van Heeck, le opere di Giulio Cesari Casseri e  l'ingegnoso apparato di tavole disposte in quindici strati sovrapposti di Johann Remmelin del 1616 e per finire  le straordinarie raffigurazioni ottocentesce del medico toscano Paolo Mascagni , che chiudono la mostra.La mostra, a cura di Maria Rascaglia e Maurizio Bifulco  è organizzata dalla Biblioteca Nazionale di Napoli in collaborazione con la Facoltà di Farmacia e Medicina dell’Università degli Studi di Salerno e la Fondazione IDIS - Città della Scienza. (per la forte richiesta del pubblico è  prorogata al 18 settembre)nella fig.1 Fasciculus Medicinae edizione 1495 ( il magister legge un testo di tradizione galenica) 



    Mostra Action painting rito & arte nelle tombe

    (fino al 31-12-2017)
    Informazioni Evento:
    http://dbunico20.beniculturali.it/DBUnicoMedia/repository/images/01-06-2017/med/13265f6a38996a12ee8b3275ccb173681462a79d.jpgCosto: € 3,00 solo mostra; € 10,00 mostra + Museo + area archeologica
    Sito web:"http://www.museopaestum.beniculturali.it"
    Email: "pae.promozione@beniculturali.it"


    “Cosa c’entra la “pittura di azione” con il rituale funerario antico a Paestum e la pittura funeraria di IV secolo a.C.? Sembrerebbe nulla, invece è questo il titolo della mostra “action painting rito & arte nelle tombe dipinte di Paestum”, a cura di Marino Niola e Gabriel Zuchtriegel."La mostra Action Painting restituisce l'oggetto d'arte al suo flusso dinamico. All'insieme delle esperienze, gesti, azioni, intenzioni, emozioni, rappresentazioni che sono alla base di quel che noi chiamiamo opera. - commenta Marino Niola - E che non può essere isolata dal processo vitale della sua genesi, che è un processo per definizione non-finito. Il che è ancor più vero quando siamo di fronte a un rituale, cioè a una forma di arte in movimento, un teatro sociale in continua trasformazione un living theater di cui l'immagine, il dipinto sono solo una sequenza parziale. L'accostamento di action e di painting vuole invece estendere lo spazio dell'opera fino a far entrare anche noi nella catena di quei simboli, significati, sentimenti, accadimenti trasformando il nostro stesso ruolo. Da semplici spettatori, o visitatori, a interpreti e coautori. Nello stesso tempo dentro e fuori la rappresentazione, intesa come trama vivente della storia".“Il Parco Archeologico di Paestum – afferma Gabriel Zuchtriegel, curatore con Marino Niola della mostra e del catalogo, - conferma così il suo corso verso una sempre maggiore collaborazione con la ricerca italiana e internazionale, in continuità con l’operato degli ultimi decenni. Hanno contribuito, oltre alla Soprintendenza di Salerno e l’Università Suor Orsola Benincasa, studiosi e laboratori dalle Università di Lecce, Cambridge, Melbourne, Bologna, dell’Institut National d’Histoire de l’Art di Parigi, del Centro Jean Bérard di Napoli…e non posso non citare con orgoglio la collaborazione di un grande archeologo e maestro come Mario Torelli, che nel catalogo si interroga sul fenomeno delle tombe dipinte”.



    Il mondo che non c’era

    (fino al 30-10-2017)
    Informazioni Evento:
    http://dbunico20.beniculturali.it/DBUnicoMedia/repository/images/14-06-2017/med/a017518c7f60da17fc416a63bcd06a29c310f5d1.jpgCosto: costo ingresso Museo 12 euro
    Email: "paolo.giulierini@beniculturali.it"


    L’arte precolombiana nella Collezione Ligabue  Vita, costumi e cosmogonie delle culture Meso e Sudamericane prima di Colombo, raccontati da circa 200 opere d’arte: i capolavori della Collezione Giancarlo Ligabue ci accompagnano in uno spettacolare viaggio nelle civiltà precolombiane. Tra la fine del XV e gli albori del XVI secolo l’Europa viene scossa da una scoperta epocale: le “Indie”, “Il mondo che non c’era”. Un evento che scardina la visione culturale del tradizionale asse Roma – Grecia – Oriente; l’incontro di un nuovo continente. “Il mondo che non c’era” è una straordinaria esposizione dedicata alle tante e diverse civiltà precolombiane che avevano prosperato per migliaia di anni in quella terra. Un corpus di capolavori esposti al pubblico in gran parte per la prima volta grazie a questo progetto.  



    Jan Fabre. Naturalia e Mirabilia

    (fino al 22-10-2017)
    Informazioni Evento:
    http://dbunico20.beniculturali.it/DBUnicoMedia/repository/images/28-06-2017/med/a67edfe3354f5fa4ce66d5ef33448ba737f97ff.jpgCosto: 8,00 Euro
    Sito web:"http://www.museocapodimonte.beniculturali.it/portfolio_page/jan-fabre-naturalia-e-mirabilia-1-luglio-22-ottobre-2017/"
    Email: "mu-cap.accoglienza.capodimonte@beniculturali.it"


    Jan Fabre. Naturalia e Mirabilia, a cura di Sylvain Bellenger e Laura Trisorio, è la mostra del poliedrico artista belga che inaugura sabato 1 luglio 2017, alle ore 11.00 al Museo e Real Bosco di Capodimonte (secondo piano, sala 82) nell’ambito del ciclo di esposizioni Incontri sensibili in collaborazione con Amici di Capodimonte onlus. Fabre presenta due lavori realizzati interamente con gusci di scarabeo gioiello, elemento distintivo e ricorrente della sua ricerca. Spanish Sword (Knight of modesty) – Spada spagnola (Cavaliere di umiltà) – è una spada in acciaio ricoperta di corazze naturali e iridescenti di scarabeo che evoca l’investitura cavalleresca, le armature cinquecentesche e la battaglia per l’arte che Jan Fabre ha intrapreso sin dal 2004 con il film Lancelot, una crociata in difesa della fantasia e dell’immaginazione come forme di conoscenza. In sala sono presenti anche due preziosi elementi in cuoio del XVI secolo (un frontale da cavallo e una rotella da parata). ?Railway Tracks to Death – Binari verso la Morte – appartiene alla serie Tribute to Hieronymus Bosch in Congo, realizzata dall’artista per indagare la controversa storia coloniale del Belgio. La superficie dell’opera, dall’aspetto prezioso, mutevole e cangiante, è ottenuta con una tecnica da sapiente mosaicista, montando insieme migliaia di ali di scarabeo di colori differenti su legno. Essi compongono una strana versione dello stemma delle ferrovie del Congo belga, al cui centro si riconoscono figurine zoomorfe ricorrenti nel linguaggio del maestro fiammingo Bosch, noto per il suo immaginario surreale e mostruoso. In dialogo con le opere di Fabre c’è la camera delle meraviglie, o Wunderkammer, una raccolta di curiosità tipica delle collezioni d’arte del Cinquecento e Seicento, manifestazione dell’utopia di riunire natura e arte per creare un universo in miniatura, il cui demiurgo era il collezionista stesso. La camera delle meraviglie è una sintesi tra sapere scientifico, piacere estetico e scoperta, e costituisce la base del concetto moderno di museo. Le scarabattole qui allestite presentano oggetti pervenuti a Capodimonte dalle collezioni dei Farnese, dei Borbone e dal Museo Borgiano di Velletri. Esse mostrano naturalia (madrepore, rami di corallo, uova di struzzo, rostri di pesce sega, uova di struzzo) e mirabilia (oggetti d’arte realizzati in cristallo di rocca, bronzo, avorio, ambra, noci di cocco, corno di rinoceronte, corno di cervo, nonché manufatti provenienti da terre di esplorazione) accomunati dalla capacità di destare stupore generalmente per l’origine misteriosa, la tecnica o il materiale di realizzazione. Al centro di una delle scarabattole, è esposta una tela di Otto Marseus von Schriek, pittore olandese del Seicento attivo anche in Italia, campione della natura morta, specializzato nella rappresentazione del sottobosco. Nella sua abitazione, dove custodiva una piccola Wunderkammer con monete e resti di creature rare, l’artista allevava rettili ed altra fauna rappresentata poi nelle sue opere. In qualche caso, il pittore ha utilizzato direttamente sulla tela autentiche ali di farfalla, praticando l’unione tra naturalia e artificialia come tecnica pittorica. A questa eclettica raccolta, sono stati aggiunti 41 antichi scarabei della Collezione Egizia del Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Gli scarabei sono animali cari agli antichi egizi quanto a Jan Fabre, perché rappresentano il dialogo tra l’universo ctonio e quello ultraterreno, l’immortalità e il mondo arcaico precedente alla comparsa dell’uomo. La naturale corazza di questi coleotteri è un attributo di forza ma, al contempo, ne mette in luce un’intrinseca fragilità che necessita protezione. L’artista belga, nel suo interesse verso il microcosmo degli insetti, gioca anche con l’omonimia del suo cognome con quello dello studioso Jean-Henri Fabre, padre della moderna entomologia. La mostra Jan Fabre. Naturalia e Mirabilia è inserita in una serie di appuntamenti che vedranno protagonista il poliedrico artista belga in città con la mostra My Only Nation is Imagination, a cura di Melania Rossi che inaugura allo Studio Trisorio (Riviera di Chiaia, 215) lunedì 26 giugno alle ore 19.00 con sculture, disegni e un video frutto della ricerca di Fabre sul rapporto tra arte e scienza; mentre giovedì 29 giugno, alle ore 18.00 sarà presentata al museo MADRE l’opera L’uomo che misura le nuvole (versione americana, 18 anni in più) 1998 – 2016; inoltre sabato 1 (ore 20.30) e domenica 2 luglio (ore 19.00) Fabre presenterà in anteprima mondiale la sua nuova produzione teatrale Belgian Rules/Belgium Rules al Teatro Politeama di Napoli (via Monte di Dio), nell’ambito del Napoli Teatro Festival. Jan Fabre (1958, Anversa), performer, drammaturgo, regista, coreografo, disegnatore, scultore, è una delle figure più affascinanti, complete e complesse dello scenario artistico contemporaneo. La sua ricerca spazia tra ambiti diversi – filosofia, religione e scienza, miti e leggende, simboli, civiltà – e utilizza ogni linguaggio artistico per indagare il regno della natura, la metamorfosi fisica e spirituale, il corpo e le sue manifestazioni. Tra le mostre personali dell’artista figurano Homo Faber (KMSKA, Anversa, 2006), From the Cellar to the Attic – From the Feet to the Brain (Kunsthaus Bregenz, 2008, Arsenale Novissimo, Venezia, 2009), PIETAS (Nuova Scuola Grande di Santa Maria della Misericordia, Venezia, 2011; Parkloods Park Spoor Noord, Anversa, 2012), Hortus/Corpus (Kröller-Müller Museum, Otterlo, 2011), Stigmata, azioni e spettacoli, 1976-2013 (MAXXI, Roma, 2013; MUHKA, Anversa, 2015; MAC, Lione, 2016). Fabre è stato inoltre il primo artista vivente a presentare un’estesa mostra personale al Louvre di Parigi (L’ange de la métamorphose, 2008). Sempre nel 2008 Fabre è a Napoli con il progetto espositivo in Piazza Plebiscito Il ragazzo con la luna e le stelle sulla testa, a cura di Eduardo Cicelyn e Mario Codognato: una galleria di personaggi-autoritratto, sculture in bronzo, a grandezza naturale in cui ogni scultura-personaggio interpretava un ruolo in relazione all’immaginario della città. La serie The Hour Blue (1977-1992) è stata esposta al Kunsthistorisches Museum di Vienna (2011), al Musée d’Art Moderne di Saint-Etienne (2012) e al Museo d’Arte di Busan (2013). Le due serie di mosaici realizzati con le elitre dello scarabeo gioiello, Tribute to Hieronymus Bosch in Congo (2011-2013) e Tribute to Belgian Congo (2010-2013), sono stati mostrati al Pinchuk Art Centre di Kiev (2013) e al Palais des Beaux-Arts di Lille (2013), oltre che a ‘s-Hertogenbosch (2016) per la celebrazione del 500° anniversario di Hieronymus Bosch, anno in cui Fabre presenta una mostra all’Hermitage di San Pietroburgo. Nel 2016 inaugura anche la mostra Jan Fabre. Spiritual Guards, presso Forte Belvedere, Piazza della Signoria e Palazzo Vecchio a Firenze, mentre è attualmente in corso Jan Fabre. Glass And Bone Sculptures 1977-2017, una retrospettiva dedicata ai lavori in ossa e vetro, in mostra presso L’Abbazia di San Gregorio a Venezia. Ufficio stampaMuseo e Real Bosco di Capodimontedr.ssa Luisa Maradei081 7499281info@luisamaradei.it



    Proroga mostra Viaggio nella terra di De Sanctis

    (fino al 31-08-2017)
    Informazioni Evento:
    http://dbunico20.beniculturali.it/DBUnicoMedia/repository/images/04-07-2017/med/1b6b2378d5f3518a84f017f3b3339381633fe0e3.jpgSito web:"http://www.asavellino.beniculturali.it"
    Email: "as-av@beniculturali.it"


    Numerose richieste di visitatori fanno posticipare la data di chiusura della mostra Viaggio nella terra di De Sanctis. C'è tempo fino al 31 agosto 2017 per visitare la mostra storico-documentaria, allestita dal 20 aprile presso la sede dell'Archivio di Stato di Avellino.



    L’archivio storico diocesano: personaggi illustri della città di Napoli

    (presso Archivio Storico Diocesano, fino al 28-09-2017)
    Informazioni Evento:
    Costo: Gratuito
    Sito web:"http://www.chiesadinapoli.it"
    Email: "archiviostorico@chiesadinapoli.it"

    L’origine dell’Archivio Diocesano di Napoli può farsi risalire alla fine del ‘500, quando un decreto ordinava che “Tutte le scritture e processi della Curia Arcivescovile si riponessero e si custodissero nelle stanze particolari a tal effetto destinate dall’eccellentissimo Arcivescovo Gesualdo”. Dal 1962 l’Archivio ha sede nell’antico Seminario urbano adiacente alla Cattedrale.Le procedure amministrative dell’Arcidiocesi con lo straordinario sviluppo urbano di Napoli, ove si concentravano in gran parte gli affari amministrativi e giudiziari del Mezzogiorno d’Italia, le esigenze pastorali, l’intensificazione dei rapporti tra Roma e la periferia, il maggior accentramento del governo locale ecclesiastico nelle mani del vescovo, la gestione del patrimonio della Chiesa determinarono una produzione documentaria di straordinaria consistenza. L’Archivio comprende complessivamente un prezioso Fondo pergamenaceo di oltre 1400 documenti dal secolo XIII al XVIII, e quello cartaceo, nel quale si segnalano le Visite pastorali a partire dal 1542, il fondo degli Arcivescovi e dei Vicari generali, parte del patrimonio archivistico di parrocchie, collegiate, confraternite, preziosa fonte per la storia delle istituzioni nonché della vita religiosa e sociale di Napoli. Vasto è il fondo delle Cause dei Santi, con oltre duecento processi dal ‘500 al ‘900; di grandissima importanza quello dei processetti matrimoniali dalla fine del secolo XVI ai giorni nostri, una vera miniera di informazioni per la storia sociale, la demografia, la cultura, la ricostruzione di personalità, famiglie e lignaggi.La Mostra, organizzata in collaborazione con la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Campania, presenterà una ricca serie di documenti, editi e inediti, prevalentemente del fondo dei processetti matrimoniali, ma anche di altri fondi, riguardanti personaggi importanti e famosi nelle vicende storiche di Napoli, artisti, pittori, architetti, intellettuali, politici: una galleria di illustri personalità che, suscitando l’interesse del pubblico dei visitatori, farà ancora più conoscere l’Archivio Storico Diocesano.



    Visita al Museo dell’Archivio Storico del Banco di Napoli

    (presso Archivio Storico del Banco di Napoli, fino al 28-09-2017)
    Informazioni Evento:
    Costo: Ingresso Museo intero E. 5,00; Ingresso Museo intero con Guida E. 7,00
    Telefono: 081 450732
    Sito web:"http:// www.ilcartastorie.it"
    Email: "info@ilcartastorie.it"

    L’Archivio Storico del Banco di Napoli custodisce al suo interno la plurisecolare documentazione riguardante l’attività degli antichi banchi pubblici della città. Si tratta dell’archivio storico bancario più importante al mondo, che può vantare documenti originali rarissimi risalenti alla seconda metà del ’500. Le fedi di credito, antenate dei moderni assegni circolari, i grandi libri maggiori, puntuali registri dei movimenti effettuati sui diversi conti, e gli elenchi dei clienti dei banchi, disegnano un affresco non solo economico della Napoli antica e offrono un impressionante panorama temporale della città, un’immagine viva ed in costante evoluzione dalla sua travagliata esistenza sotto il Viceregno spagnolo fino alle più recenti vicende della storia contemporanea. L’assoluta particolarità di questa sconfinata documentazione economica risiede nella chiarezza e nella completezza di quelle che oggi si chiamerebbero “causali di pagamento”. Queste ultime, annotate sulle fedi di credito, avevano il compito di specificare dettagliatamente il motivo dell’avvenuto pagamento. In questo modo, notizie inedite di opere realizzate da illustri artisti, insoliti aspetti dell’economia quotidiana e centinaia di migliaia di storie personali, celebri o ignote, sono giunti a noi attraverso i secoli. Cinquecento anni e circa diciassette milioni di nomi si raccontano, per i più diversi scopi, a margine di ogni pagamento, intrecciandosi suggestivamente alle antiche calligrafie degli impiegati addetti alla rendicontazione. Il patrimonio informativo dell’archivio è una ricchezza storica e culturale unica che consente una valorizzazione profonda degli svariati tesori presenti a Napoli e, grazie alla qualità e alla quantità dei suoi documenti, ne consente una divulgazione originale. È questa considerazione che ha generato il progetto “ilCartastoriemuseoarchiviostoricobanconapoli”. L'evento è organizzato in collaborazione con la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Campania. E' possibile effettuare anche la visita autonoma o guidata al percorso multimediale “Kaleidos” all’interno dell’Archivio Storico del Banco di Napoli



    Il cammino delle certose. I percorsi dell’anima - Certosa di San Martino

    (fino al 21-10-2017)
    Informazioni Evento:
    http://dbunico20.beniculturali.it/DBUnicoMedia/repository/images/20-07-2017/med/be7d45676d9a8b698446963d93cf18ad6a68ee.jpgCosto: 6,00 €
    Email: "accoglienza.sanmartino@beniculturali.it"


    Il Cammino delle Certose nasce da una proposta turistico-culturale di grande respiro della Regione Campania, Assessorato allo Sviluppo e Promozione del Turismo, nell’ambito dei progetti d’eccellenza Assieme al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, con la collaborazione scientifica del Polo Museale della Campania. Ripropone all’attenzione del grande pubblico nazionale ed internazionale un patrimonio straordinario che merita prospettive nuove, degne della eredità di valori spirituali, economico-sociali e civili che ancora custodiscono: tre luoghi simbolo della storia universale e dell’immaginario religioso, architettonico e artistico, le Certose di San Martino a Napoli, di San Giacomo a Capri e di San Lorenzo a Padula, emblemidi una civiltà plurisecolare che ha contribuito a formare l’identità della regione da nord a sud, dalla metropoli capitale alla cittadella monastica più imponente d’Europa, nel cuore del Vallo di Diano. Un viaggio nella storia per rifondare una economia lucida, consapevole, sostenibile della cultura e del tempo libero, a sua volta inserito nella trama originale di esplorazioni spirituali e ambientali, i percorsi dell’anima, già promosse dalla Regione nei luoghi sacri ‘minori’ distribuiti lungo tutto il territorio campano, tra pellegrinaggio e trekking ambientale di nuova generazione. Con la regia illuminata di un progetto espositivo esemplare, i tre complessi Certosini monumentali riannodano e rinnovano dialoghi ideali e materiali, osmosi, flussi di informazioni sedimentate. Dimostrando finalmente spessore e attualità della rete dei saperi che può rappresentare il vero valore aggiunto, il volano di una nuova economia imperniata sulla cultura, sul tempo libero, sulla qualità della vita quotidiana. Il filo conduttore delle esposizioni, tra assonanze e distinzioni, si articola sulle interpretazioni storiche dei temi della meditazione, della violenza, della redenzione, del conflitto religioso, con capolavori quali Giuditta e Oloferne di Artemisia Gentileschi, fino alle declinazioni contemporanee autoriali dei campi di forza del silenzio, dell’ambiente naturale, dell’impegno etico, del legame con il territorio, in una trama discontinua e inquieta di relazioni fluide, senza tempo e senza confini. Su queste basi si è innestato il primo evento della manifestazione, realizzato il 14 luglio negli spazi maestosi e sobri della Certosa di San Lorenzo a Padula: la performance potente di Vanessa Beecroft, con 13 performer in prima fila selezionati dall’artista, una coreografia imponente di 300 interpreti co-protagonisti, reclutati rigorosamente sul territorio, che hanno impresso il segno della comunità, i valori dell’accoglienza e dell’ospitalità partecipata, un evento destinato a diventare una pietra miliare di una strategia politico-culturale finalmente all’altezza delle sfide del terzo millennio. La mostra nella Certosa di San Martino è incentrata su opere del Sei e del Settecento che prendono spunto dal tema biblico di Giuditta e Oloferne, a partire dall’affresco di Luca Giordano nella Cappella del Tesoro. Per l’occasione saranno esposti, per la prima volta, i disegni preparatori provenienti dagli Uffizi di Firenze. Le opere seicentesche, da Carlo Saraceni a Jacopo Ligozzi, dialogheranno lungo tutto il percorso espositivo con i maestri del contemporaneo, a dimostrare affinità e dissonanze, affrontate con sensibilità differenti, da Lucio Fontana a Alberto Burri, da Luca Maria Patella a Anish Kapoor (le cui opere verranno presentate nel corso della mostra ), da Louise Bourgeois a Giacinto Cerone e Paolo Mussat Sartor.La narrazione procede infatti fino alle declinazioni dei protagonisti dell’arte contemporanea: al centro della scena la violenza sul corpo e sulla materia, la sublimazione del gesto attraverso la bellezza, il riscatto del mezzo artistico, il destino di umana sofferenza e la ribellione.



    Il cammino delle certose. I percorsi dell’anima - Certosa di San Giacomo

    (fino al 21-10-2017)
    Informazioni Evento:
    http://dbunico20.beniculturali.it/DBUnicoMedia/repository/images/20-07-2017/med/74e7c6526686e4aedd3f10d030c77fff247fa621.jpgCosto: 4,00 €
    Email: "pm-cam.sangiacomocapri@beniculturali.it"


    Il Cammino delle Certose nasce da una proposta turistico-culturale di grande respiro della Regione Campania, Assessorato allo Sviluppo e Promozione del Turismo, nell’ambito dei progetti d’eccellenza Assieme al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, con la collaborazione scientifica del Polo Museale della Campania. Ripropone all’attenzione del grande pubblico nazionale ed internazionale un patrimonio straordinario che merita prospettive nuove, degne della eredità di valori spirituali, economico-sociali e civili che ancora custodiscono: tre luoghi simbolo della storia universale e dell’immaginario religioso, architettonico e artistico, le Certose di San Martino a Napoli, di San Giacomo a Capri e di San Lorenzo a Padula, emblemidi una civiltà plurisecolare che ha contribuito a formare l’identità della regione da nord a sud, dalla metropoli capitale alla cittadella monastica più imponente d’Europa, nel cuore del Vallo di Diano. Un viaggio nella storia per rifondare una economia lucida, consapevole, sostenibile della cultura e del tempo libero, a sua volta inserito nella trama originale di esplorazioni spirituali e ambientali, i percorsi dell’anima, già promosse dalla Regione nei luoghi sacri ‘minori’ distribuiti lungo tutto il territorio campano, tra pellegrinaggio e trekking ambientale di nuova generazione. Con la regia illuminata di un progetto espositivo esemplare, i tre complessi Certosini monumentali riannodano e rinnovano dialoghi ideali e materiali, osmosi, flussi di informazioni sedimentate. Dimostrando finalmente spessore e attualità della rete dei saperi che può rappresentare il vero valore aggiunto, il volano di una nuova economia imperniata sulla cultura, sul tempo libero, sulla qualità della vita quotidiana. Il filo conduttore delle esposizioni, tra assonanze e distinzioni, si articola sulle interpretazioni storiche dei temi della meditazione, della violenza, della redenzione, del conflitto religioso, con capolavori quali Giuditta e Oloferne di Artemisia Gentileschi, fino alle declinazioni contemporanee autoriali dei campi di forza del silenzio, dell’ambiente naturale, dell’impegno etico, del legame con il territorio, in una trama discontinua e inquieta di relazioni fluide, senza tempo e senza confini. Su queste basi si è innestato il primo evento della manifestazione, realizzato il 14 luglio negli spazi maestosi e sobri della Certosa di San Lorenzo a Padula: la performance potente di Vanessa Beecroft, con 13 performer in prima fila selezionati dall’artista, una coreografia imponente di 300 interpreti co-protagonisti, reclutati rigorosamente sul territorio, che hanno impresso il segno della comunità, i valori dell’accoglienza e dell’ospitalità partecipata, un evento destinato a diventare una pietra miliare di una strategia politico-culturale finalmente all’altezza delle sfide del terzo millennio. Certosa di San Giacomo a Capri Nella chiesa della Certosa di San Giacomo a Capri il dibattito interreligioso sarà testimoniato dalla seguente selezione di opere: le istallazioni del grande volume “Leviticus” di Hermann Nitsch, protagonista storico dell’Azionismo Viennese, che riflette sulla ritualità e sui “misteri” della religione; le icone russe, ‘da viaggio’, in bronzo e smalto, di collezione privata, che saranno presentate nel corso dell’esposizione, rappresentano gli aspetti più intimi e personali della religiosità ortodossa; le incisioni di Vittorio Pavoncello dai libri della Bibbia ebraica. Completano l’esposizione le due opere di Vettor Pisani, che creò pensando ai dipinti di Diefenbach esposti in Certosa nell’omonimo Museo.



    Il cammino delle certose. I percorsi dell’anima - Certosa di San Lorenzo

    (fino al 21-10-2017)
    Informazioni Evento:
    http://dbunico20.beniculturali.it/DBUnicoMedia/repository/images/20-07-2017/med/ddc1c8251553a8c64186c58f3ecea65f5684.jpgCosto: 4,00 €
    Email: "pm-cam.padula.storico@beniculturali.it"


    Il Cammino delle Certose nasce da una proposta turistico-culturale di grande respiro della Regione Campania, Assessorato allo Sviluppo e Promozione del Turismo, nell’ambito dei progetti d’eccellenza assieme al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, con la collaborazione scientifica del Polo Museale della Campania. Ripropone all’attenzione del grande pubblico nazionale ed internazionale un patrimonio straordinario che merita prospettive nuove, degne della eredità di valori spirituali, economico-sociali e civili che ancorab custodiscono: tre luoghi simbolo della storia universale e dell’immaginario religioso, architettonico e artistico, le Certose di San Martino a Napoli, di San Giacomo a Capri e di San Lorenzo a Padula, emblemidi una civiltà plurisecolare che ha contribuito a formare l’identità della regione da nord a sud, dalla metropoli capitale alla cittadella monastica più imponente d’Europa, nel cuore del Vallo di Diano. Un viaggio nella storia per rifondare una economia lucida, consapevole, sostenibile della cultura e del tempo libero, a sua volta inserito nella trama originale di esplorazioni spirituali e ambientali, i percorsi dell’anima, già promosse dalla Regione nei luoghi sacri ‘minori’ distribuiti lungo tutto il territorio campano, tra pellegrinaggio e trekking ambientale di nuova generazione. Con la regia illuminata di un progetto espositivo esemplare, i tre complessi Certosini monumentali riannodano e rinnovano dialoghi ideali e materiali, osmosi, flussi di informazioni sedimentate. Dimostrando finalmente spessore e attualità della rete dei saperi che può rappresentare il vero valore aggiunto, il volano di una nuova economia imperniata sulla cultura, sul tempo libero, sulla qualità della vita quotidiana. Il filo conduttore delle esposizioni, tra assonanze e distinzioni, si articola sulle interpretazioni storiche dei temi della meditazione, della violenza, della redenzione, del conflitto religioso, con capolavori quali Giuditta e Oloferne di Artemisia Gentileschi, fino alle declinazioni contemporanee autoriali dei campi di forza del silenzio, dell’ambiente naturale, dell’impegno etico, del legame con il territorio, in una trama discontinua e inquieta di relazioni fluide, senza tempo e senza confini. Su queste basi si è innestato il primo evento della manifestazione, realizzato il 14 luglio negli spazi maestosi e sobri della Certosa di San Lorenzo a Padula: la performance potente di Vanessa Beecroft, con 13 performer in prima fila selezionati dall’artista, una coreografia imponente di 300 interpreti co-protagonisti, reclutati rigorosamente sul territorio, che hanno impresso il segno della comunità, i valori dell’accoglienza e dell’ospitalità partecipata, un evento destinato a diventare una pietra miliare di una strategia politico-culturale finalmente all’altezza delle sfide del terzo millennio. Certosa di San Lorenzo a Padula. La Certosa di Padula, per la propria vocazione recente di accogliere opere contemporanee, è stata eletta a luogo ideale per rappresentare la tendenza aniconica dell’arte nelle sue declinazioni astratte. Nel percorso del monumento, oltre al video e alle foto della performance di Vanessa Beecroft, dal titolo Thirteen Christs, sono esposti i lavori di Giovanni Anselmo, Ettore Spalletti, Salvatore Emblema, Sandro Sanna, Lucilla Catania, Michele De Luca e Claudio Calmieri. Infine “l’installazione con il verde” di Maria Dompè nella Corte dei Granai, uno spazio del monumento che “rinasce” a nuova vita, recuperando anche frammenti e antiche pietre della Certosa.



    Gli elementi del contemporaneo. Trame di Terra

    (fino al 27-08-2017)
    Informazioni Evento:
    http://dbunico20.beniculturali.it/DBUnicoMedia/repository/images/24-07-2017/med/3ec89ce4191892bd2c1cf625f2d5070ba26f044.jpgCosto: 8,00 Euro
    Sito web:"http://www.museocapodimonte.beniculturali.it"
    Email: "info@progettomuseo.com"


    Trame di terra è il quinto appuntamento del ciclo di laboratori Gli elementi del contemporaneo dedicati alle famiglie con bambini di età compresa fra i 6 e gli 11 anni, nell’ultima domenica di ogni mese. Ciascun incontro è dedicato ad uno dei quattro elementi naturali, per avvicinare i bambini all’arte contemporanea, stimolandone la capacità di osservazione e la rielaborazione creativa attraverso esperienze ludico-formative che ne favoriscono l’interazione con i genitori.L’appuntamento a cura di Camilla Tripodi, dei Servizi Educativi di Capodimonte approfondirà l’elemento terra. Partecipazione gratuita con il solo biglietto di ingresso del MuseoPrenotazione obbligatoriatel. 081 440438 (da lun. a ven. ore 10.00-14.00);Sabato: tel. 081 7499130 (10.00-13.00 | 15.00-17.00)e-mail info@progettomuseo.com e attendere la risposta con conferma di disponibilità



    Apertura straordinaria della Biblioteca Nazionale di Napoli

    (fino al 24-09-2017)
    Informazioni Evento:
    http://dbunico20.beniculturali.it/DBUnicoMedia/repository/images/01-08-2017/med/5ea11a38d6d74ca1edeb95b7edee42b2ecdf1.jpgSito web:"http://www.bnnonline.it/index.php?it/1/home"
    Email: "bn.na@beniculturali.it"


    Anche quest'anno, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio 2017, la Biblioteca Nazionale di Napoli aprirà al pubblico,  domenica 24 settembre, un'apertura straordinaria, ad ingresso libero, che consentirà ai visitatori di esplorare le sale monumentali e affrescate che ospitano le storiche collezioni librarie. Percorsi guidati  sul tema di “Cultura e Natura”  accompagneranno i visitatori attraverso le sezioni Manoscritti e Rari, Napoletana e le Sale di Consultazioni in esposizione pregiati  documenti, manoscritti, edizioni a stampa, incisioni di grande interesse.Programma in definizione 



    XII edizione "La Festa dei Boccali"

    (presso Villa Guariglia, fino al 23-09-2017)
    Informazioni Evento:
    http://dbunico20.beniculturali.it/DBUnicoMedia/repository/images/02-08-2017/med/76904a11643ad94030bf836a989b7ef1efcf8f89.jpgSito web:"http://ambientesa.beniculturali.it/BAP/?q=notizie&ID=504"
    Email: "stefania.ugatti@beniculturali.it"


    In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, con la collaborazione della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio di Salerno e Avellino, la Provincia di Salerno,  il Museo della Ceramica di Raito ed il Museo Città Creativa di Salerno,  patrocinata dal Comune di Salerno ed i Maestri d'Arte si inaugura la XII edizione La Festa dei Boccali  in Villa Guariglia. Evento artistico ed enogastronomico voluto ed organizzato dall’Associazione di Volontariato Humus Onlus che da più di 18 anni si occupa di promuovere la tradizionale arte della ceramica come strumento di comunicazione e aggregazione, solidarietà e crescita culturale, promozione e integrazione sociale.Elemento di novità in questa edizione è l’estensione dell’invito ad artisti italiani e stranieri come promozione alla mobilità degli artisti nel mondo. Per tanto artisti di qualsiasi nazionalità, età e religione possono aderire all’iniziativa prenotandosi e creando 7 boccali delle dimensioni h. 12 cm. decorati a proprio piacimento.REGOLAMENTO REGULATIONVIDEO EDIZIONE 2016